Solo gli scemi corrono

Solo gli scemi corrono
un racconto di Gianni Solla
[samurai]

Nonostante mio padre fosse ancora vivo mia madre mise al collo un medaglina con la sua foto incisa su uno sfondo dorato.
“Lo faccio per abituarmi al dolore della perdita”, disse mentre si incollava un cerotto alla nicotina dietro il collo.
Pensava di dare un anticipo al dolore, di scontarlo a rate. Mio padre si grattava le palle ogni volta che la incrociava nel corridoio e una volta la minacciò con la forbice.
“Togliti questa cosa!”, le urlò.
“Tu non capisci”, disse lei con un fremito delle labbra.
Mio padre allora le fece sentire la punta della forbice sulla pancia.
“Infilamela fino alla schiena, non ti voglio sopravvivere”, e cominciò a spingere la pancia in avanti.
“Tu sei pazza”, le disse portandosi un dito nella tempia nel gesto universale della pazzia.
Abituatosi all’idea della sua morte, mio padre stesso cominciò a vivere i restanti giorni della sua vita da defunto con una leggerezza sovrannaturale considerando oramai l’episodio più nefasto della sua vita accaduto. Insomma mia madre gli aveva dato la seconda possibilità e fece quello che avrebbe sempre voluto fare della sua vita, il teatro.
In linea di massima se una persona non ha mai recitato fino a trentanove anni non dovrebbe mai iscriversi a un corso di teatro trovato su un volantino. Ricordo con una certa precisione quando a casa aprì quel foglio di carta piegato in tanti quadrati simmetrici e ne uscì un volantino con un orario, un posto e un numero di telefono. Mia madre stava friggendo l’hamburger con la sottiletta sciolta sopra sulla piastra e quando mio padre lesse ad alta voce, “corso di teatro per principianti”, si fece il segno della croce, incollò sul suo avambraccio un cerotto alla nicotina e raccolse la sottiletta fusa che colava sulla piastra. Mio padre alzò la forchetta al cielo come avrebbe fatto un prete e la piantò nel legno del tavolo infilzando il volantino e facendo tremare le mattonelle sbilenche della nostra cucina.
Il vecchio mi portava con sé alle prove nell’intento di salvarmi dalla superstizione di mia madre. Mi piaceva come usava quella parola, perché faceva in modo che il significato fosse più ampio e che comprendesse ogni cosa stupida fatta da mia madre. Il teatro era uno scantinato umido con dei tubi che colavano acqua dal soffitto. Prima che la compagnia del ragno, così c’era scritto sul volantino, allestisse quello spazio a teatro, c’era una sartoria e tre manichini mutilati stavano stesi nel corridoio e mi piaceva pensare che la notte si animassero e che recitassero sulla pedana che usavano da palcoscenico. Allora mio padre mi vedeva assorto, arrivava da dietro e mi dava uno schiaffo, “smettila, diventerai scemo come tua madre”.
Era un cane, uguale agli altri che stavano là sul palco con lui, però le sue battute erano piene di parole affilate e luminose come la carta argentata che la cassa armonica del suo petto faceva risuonare ed esplodere e anche i manichini sembravano girarsi quando toccava a lui parlare.
Proprio in quel periodo a casa nostra venne a stare Annabella, una cugina di mia madre che aveva perso il lavoro a Torino. Faceva le pulizie in un’impresa che aveva in gestione scuole e uffici e dava la colpa alle polacche che erano arrivate a migliaia con gli autobus. Diceva che erano tutte bellissime e che lavoravano per la metà dei soldi e ogni volta che la sentivamo dire “quelle zoccole”, sapevamo già di chi stava parlando.
Annabella aveva i capelli lunghi e ricci, una tartaruga tatuata sul braccio e pensai che le polacche dovessero essere magnifiche perché né io né mio padre una femmina come Annabella l’avevamo mai vista. La sua pelle odorava di miele e i suoi denti bianchi come le vigorsol.

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luglio 25, 2009 at 7:53 am Lascia un commento

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dicembre 19, 2008 at 4:25 pm Lascia un commento

Maurizio de Giovanni, La condanna del sangue.

È la primavera del 1931 e viene ritrovato in un lago di sangue il cadavere di Carmela Calise, cartomante e il substrato dell’anima di Napoli torna ad agitarsi, perché è di passioni che si occupa il nuovo libro di Maurizio de Giovanni. La condanna del sangue, secondo della tetralogia prevista del Commissario Ricciardi è un trattato sui movimenti sismici dell’anima, movimenti minimi interiori che si tramutano in guerre titaniche. Il dolore provocato dalla bellezza di Filomena, la situazione coniugale degli Arpaja, le ambizioni di Attilio, la sopravvivenza della famiglia Iodice, i tormenti di Maione, non più solo spalla ma coprotagonista di Ricciardi, e lui, magnetico commissario con la capacità di vedere l’ultimo grido di dolore dei morti. Un uomo che convive con un segreto spaventoso e che tutte le notti guarda dalla finestra la donna che ama. Maurizio de Giovanni non scrive, scava nell’animo alla ricerca delle cose che fanno muovere il mondo.

La scheda del libro:

La primavera del 1931 si annuncia con i suoi profumi tra i vicoli e le piazze di Napoli e già porta scompiglio, agita il sangue delle persone. Carmela Calise, cartomante e usuraia, scopre la carta che segnerà il proprio e l’altrui destino. Viene trovata morta, ridotta a un mucchio di ossa e sangue, barbaramente colpita a bastonate nel suo modesto appartamento del rione Sanità. Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi e il brigadiere Raffaele Maione sanno come può essere feroce il richiamo della stagione nuova; quello che ancora non sanno è quanto saranno coinvolti nella tempesta di emozioni che dovranno attraversare. Guidato dal Fatto, il dono o la maledizione di sentire le ultime parole pronunciate da chi muore di morte violenta, Ricciardi, già protagonista de Il senso del dolore, accompagna il lettore nei misteri della città, tra menzogne e sotterfugi, superstizioni e intrighi, mentre le passioni esplodono indomabili nell’oscurità dei bassi e nelle stanze ombrose delle dimore nobiliari. I personaggi del romanzo si muovono attorno al commissario come a comporre un coro. Tra i tanti, le donne: la coraggiosa Filomena, costretta a sacrificare la propria bellezza per salvare l’onore; l’affascinante e impulsiva Emma, annoiata da un ricco marito assai più vecchio di lei; e poi Lucia, decisa a riconquistare l’uomo che ama, la piccola Rituccia, già segnata dalle iniquità della vita, la dolce Enrica, in attesa di uno sguardo alla finestra. Ricciardi e Maione dovranno affrontare l’abbandono, la gelosia, il possesso. Ma soprattutto la “condanna del sangue”: ancora una volta affonderanno le mani nelle miserie e nel dolore e incontreranno gli antichi nemici, la fame e l’amore; nel farlo si troveranno faccia a faccia con le proprie paure. Il caso sarà risolto e la città restituita alla seduzione dell’aria che freme.

settembre 26, 2008 at 3:29 pm Lascia un commento

Alessandra Del Prete “Ridatemi il tempo delle mele” – 29 sett 2008

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Mercoledì 24 set. 2008, ore 18.00 alla Feltrinelli di
piazza dei Martiri:

Alessandra Del Prete
“Ridatemi il tempo delle mele” –
Romanzo
Newton Compton ed.

Con l’autrice intervengono lo scrittore Maurizio de
Giovanni, il
presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania
Ottavio Lucarelli, Nicola
Oddati,assessore alla cultura del Comune di Napoli. Modera
Massimo Smith.

IL LIBRO:

Lavinia, una ragazza sensibile e romantica, non sa ancora
bene cosa farà nella vita ma di una cosa è certa: il
vero amore esiste. Quando, grazie a un lavoro da
giornalista, può abbandonare la casa dove vive con una
madre depressa e assillante per andare a vivere da sola, il
vero amore sembra prendere gli occhi, la bocca, le mani e il
cuore di uno strano
personaggio:un signore dallo sguardo penetrante ma senza
fissa dimora che tutti, nel quartiere, chiamano “l’uomo del
tempo”. Affascinata da questa persona,Lavinia inizia a
scrivere una rubrica dedicata a chi vive sulla strada.
Un’occasione ghiotta per conoscere Savio, il misterioso uomo
del tempo. Così, quando lui viene aggredito da un gruppo
di balordi, Lavinia corre e
si offre di ospitarlo per un po’. Insieme sotto lo stesso
tetto, Lavinia
impara da Savio che per esprimere certi sentimenti non
bastano le parole… Oltre la passione, Lavinia scopre che
nel passato di Savio si nasconde uno
strano segreto: un mistero che corre lungo le pagine di un
libro magico come un
sogno e forte come l’amore.

Ufficio Stampa Newton Compton
Fiammetta Biancatelli – cell. 347.2154309 –
fiammettabiancatelli@newtoncompton.com

settembre 22, 2008 at 11:56 am Lascia un commento

Angelo Petrella, La città perfetta

Negli anni della sanguinosa guerra dei piccoli boss della camorra, negli anni in cui il movimento della Pantera occupa scuole e atenei, si intrecciano a ritmo serrato le vicende di tre uomini. Il primo è Sanguetta, il piccolo spacciatore che, in seguito a una brutta vicenda, si ritrova nel carcere minorile di Nisida. La salvezza gli viene offerta, ma solo a caro prezzo: quello di diventare l’infiltrato del Sisde nel clan del “Picuozzo”, il boss della mala che governa sui Quartieri Spagnoli. Una mossa sbagliata, dunque, potrebbe costargli la vita. Chimicone insegue due amori, quello per una ragazza, Betta, e quello per la Rivoluzione. Spinto dai suoi ideali politici fonda la Barricata Silenziosa, una cellula eversiva che si macchierà di molteplici atti terroristici negli anni Novanta. Ma anche l’ideale rivoluzionario degenera presto in vendetta personale, con tragiche conseguenze per tutto ciò che ama… Il terzo è L’Americano, con il compito di indagare sull’occupazione srudentesca del liceo Genovesi.

settembre 16, 2008 at 5:21 pm Lascia un commento

Scuola di rock a Napoli

Dal 29 settembre 2008 alle ore 18.00 A LEZIONE DI ROCK!

Nasce alla FNAC di Napoli la prima Scuola di Rock italiana per 30 allievi: otto lezioni da non perdere a cura dei giornalisti Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, che si avvale del patrocinio morale

dell’ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA CAMPANIA

e del CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE dell’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI SUOR ORSOLA BENINCASA

Cartella, astuccio, penne, un vinile d’annata e…la grande storia del rock può avere inizio! Proprio come la School of Rock portata sul grande schermo dal pirotecnico attore Jack Black, dal prossimo 29 settembre e fino al 17 novembre, ogni lunedì pomeriggio il mediastore FNAC di Via Luca Giordano a Napoli si trasformerà in una vera e propria aula per 30 allievi…a tutto rock!

.

Il corso è stato ideato e curato da due dei più autorevoli critici musicali italiani under-40, Carmine Aymone e Michelangelo Iossa. Dal 2006 i due giornalisti hanno curato numerosi cicli di incontri tematici incentrati sulla storia della musica pop-rock e della musica jazz. Particolarmente intensa l’attività divulgativa che i due hanno tenuto presso il Forum FNAC di Napoli nel corso del 2007: di grande successo cono stati, infatti, i cicli tematici 1967-2007 _ 40 anni di grande rock, Da Woodstock al Live 8 – i grandi raduni-rock, VoceChitarraBassoBatteria.

A Scuola di Rock è il primo esempio di corso italiano interamente incentrato sui linguaggi della musica rock degli ultimi cinque decenni: “l’esperienza maturata negli ultimi tre anni durante gli affollati incontri dedicati al rock da noi tenuti a Napoli, presso il Teatro Spazio Libero, presso la Saletta Rossa della libreria Guida Port’Alba e, soprattutto, presso il Forum Fnac, ci hanno permesso di ‘conquistare sul campo’ una precisa cifra stilistica e di costruire un linguaggio didattico che tenesse conto della ‘maturità’ raggiunta dal rock e dai suoi grandi esponenti” spiegano Aymone e Iossa.

Sulla scia della loro ormai consolidata esperienza, i due hanno elaborato un percorso in otto lezioni/incontri, salutati con interesse dall’Ordine dei Giornalisti della Campania e dal Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Napoli ‘Suor Orsola Benincasa’.Abbiamo ottenuto il patrocinio morale di queste due strutture – commentano i due giornalisti – che hanno riconosciuto con entusiasmo il valore culturale del nostro primo ciclo di A scuola di Rock!, come confermato dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti campano Ottavio Lucarelli e dal Preside del Corso di Scienze della Comunicazione Lucio d’Alessandro”.

Alcuni aspetti dell’educazione all’ascolto, i fondamenti della critica musicale, dei suoi linguaggi e delle sue applicazioni sui differenti media saranno al centro del corso: attraverso l’ausilio di immagini, documenti sonori, memorabilia d’autore, interventi di musicisti e operatori del settore, si ripercorreranno le tappe fondamentali della musica popolare contemporanea, l’evoluzione dei supporti fonografici, degli strumenti musicali e della scrittura applicata alla musica.

Il corso – che avrà un costo di 10 euro a lezione per ogni allievo (oppure 8 euro per i soci-FNAC) – sarà corredato da schede monografiche degli argomenti e dei protagonisti trattati, di lavori editoriali curati da Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, da gadget personalizzati e dalla possibilità di ‘addestramento’ di scrittura musicale sulle pagine di Nerok e sui siti www.nerosite.it e www.mp3.it, dall’incontro con critici musicali, musicologi, storici della musica, collezionisti, autori…

A SCUOLA DI ROCK!

A CURA DI CARMINE AYMONE E MICHELANGELO IOSSA

DA LUNEDI 29 SETTEMBRE A LUNEDI 17 NOVEMBRE 2008

OGNI LUNEDI POMERIGGIO – H 18.00

FNAC NAPOLI VIA LUCA GIORDANO 59 – NAPOLI

www.fnac.it

settembre 16, 2008 at 5:17 pm Lascia un commento

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