Napoli ultima chiamata

agosto 4, 2009 at 12:23 am Lascia un commento

Un bambino napoletano trasferito a Treviso è stato costretto a lasciare la sua scuola per i continui gesti di razzismo a cui era sottoposto. I compagni disinfettavano le penne che toccava e gli cantavano il coro che il più impresentabile dei politici leghisti, anche se la scelta è dura, ha reso celebre su youtube. Il razzismo nord sud c’è sempre stato, un mio amico di Torino mi racconta che la nonna sgridandolo per una malefatta gli diceva di essere un napuli, che equivale a uomo sporco, indolente e questo sembra essere il destino comune di tutti i popoli emigranti che lasciano a casa il loro essere persone e si trasformano in carne minore. Pensate che tutto questo sia doloroso? Vi sentite offesi dai cori di Salvini e dei ragazzini di Treviso? Allora sentite il resto. Un uomo di colore ieri è stato aggredito e insultato con urla razziste, “vai via sporco negro” gli hanno gridato, è successo a Napoli, zona Forcella. Scala mobile, livella, ultimo irrinunciabile lusso, il razzismo è una realtà genetica di ogni popolo. Per questo, quando sono stati cacciati gli zingari da Ponticelli non avete sofferto, per questo i bambini di Treviso si stanno chiedendo cosa hanno fatto di tanto grosso, perché il razzismo rende miopi. Una società civile, la politica in primis, dovrebbe soffocare questi desideri latenti e semmai il razzismo intestino d’Italia ha avuto una seconda chance è senz’altro merito della Lega, che da scheletro nell’armadio lo ha trasformato in bandiera sempre sventolante. Potrebbe forse essere il razzismo il nuovo collante sociale?

lavoro napoli

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